Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

domenica 13 agosto 2017

Jacopetti & Prosperi: Africa Addio (1966)

Se per caso non l’avete mai visto beh, e’ una visione che vi consiglio, insieme anche ai vari Mondo Cane. Un parlare fuori dai denti, un mettere assieme realta’ spietate e costumi, morte, stermini e leggerezza che nel mondo asfissiantemente politically correct e da neo-linua orwelliana di oggi sono impossibili. Da vedere soprattutto per gli amici di sinistra che sanno ripetere sempre e solo una parte della storia, quella piu’ o meno autorazzista dell’occidentale maledetto, sfruttatore e ladro. In realta’ la storia e’ un pochino piu’ complessa e andrebbe conosciuta tutta. 



Per chi sa l’inglese interessante anche questa lungo articolo stile romanzo su un cinese in Mozambico ... come faranno i pasdaran de “tutta colpa del colonialismo europeo, penitenziagite, penitenziagite" e giu’ di autofrustate sulla schiena, ora che l’Africa e’ in pieno sviluppo della colonizzata cinese? (by the way, prima fu colonizzata dagli arabi-mussulmani, giusto mancasse questa nozione .. e’ in Africa Addio infatti, se non ricordo male, che si vedono alcuni eccidi da parte di africani le cui vittime furono gli arabi-musulmani, a Zanzibar per esempio, mi pare)


Quartz - Why 1 million Chinese migrants are building a new empire in Africa 
(...) For more than a decade, the Chinese government has invested hugely in Africa. The foundation for this partnership was laid in 1996, when President Jiang Zemin proposed the creation of the Forum on China-Africa Cooperation (FOCAC) in a speech at the Organization of African Unity headquarters in Addis Ababa. Four years later, FOCAC convened triumphantly for the first time, gathering leaders from forty-four African countries in Beijing. China pledged, among other things, to double assistant to the continent, create a $5 billion African development fund,cancel outstanding debt, build new facilities to house the OAU (later replaced by the AfricanUnion), create “trade and economic zones” around the continent, build 30 hospitals and 100 rural schools, and train 15,000 African professionals. Fitch Ratings estimated that China’s Export-Import Bank extended $67.2 billion in loans to sub-Saharan African countries between 2001 and 2010—$12.5 billion more than the World Bank. 
Although there are no official figures, evidence suggests that at least a million private Chinese citizens have arrived on African soil since 2001, many entirely of their own initiative, not by way of any state plan. This “human factor” has done as much as any government action to shape China’s image in Africa and condition its tics to the continent. By the timeI met Hao, in early 2011, merchants in Malawi, Namibia, Senegal, and Tanzania were protesting the influx of Chinese traders. In the gold-producing regions of southern Ghana, government officials were expelling Chinese wildcat miners. And in Zambia, where recent Chinese arrivals had established themselves in almost every lucrative sector of the economy, their presence had become a contentious issue in national elections. (...) 

tutto QUI

In breve il tipo si e’ buttato in Africa col miraggio di far soldoni, come ogni buon cinese (nel mio peregrinare per il sud-est asiatico sono rimasto colpito da come quasi sempre sono cinesi quelli che si sono dati da fare e hanno creato commerci e attivita’ redditizie varie, sono abbastanza invidiati/odiati ovunque infatti, e mi ha colpito come solo con loro mi sono veramente sentito guardato attraverso, come fossi trasparente, e visualizzato nelle loro menti solo come un portafoglio / valutato come possibilita’ di fare grano).

In qualche conferenza si era parlato delle magnifiche opportunita’ africane e il tipo si e’ buttato senza manco sapere dove andava e senza manco conoscere una parola d’inglese (solo perche’ il giornalista glielo spiega scopre che in Mozambico si parla portoghese perche’ era una colonia portoghese!). L’idea era di buttarsi nell’agricoltura. Dopo essersi fatto fregare da vari compatrioti, leccando qua e la gli viene data la possibilita’ di acquisire un pezzo di terra, tutto scalcagnato e in necessita’ di grandi lavori per tornare ad essere produttivo (era stato infatti un terreno produttivo ai tempi dei portoghesi, poi abbandonato a se stesso con la ritirata dei coloni europei). Dopo 2-3 anni finalmente il terreno comincia a produrre .. e gli africani allora cominciano a reclamare il loro antico diritto sulle terre, salari piu’ alti ... insomma, ancor oggi la storia della colonizzazione solo cattiva-cattiva, come nello schemino mentale del buon personaggio di sinistra, andrebbe forse un pochino rivista e ridimensionata, resa un po’ piu’ onesta ed obiettiva: senza i coloni gran parte dell’Africa non sarebbe cresciuta com’e’ stato. Anche nel racconto qui sopra impari come la Cina a diversi paesi africani regala di pacca stadi, ospedali, scuole (appero’!) .. quelli che invece sono venuti a fare shopping in Italia in questi anni cosa hanno regalato al paese? Per dire eh.. un po’ di pane al pane e vino al vino mi pare che ci starebbe. Certo, colonialismo maledetto .. ma forse, dico foooorse non solo? Qualcosina-ina per innalzare il livello di vita in Africa abbiamo fatto? Metti anche solo medicine e ospedali, tutto frutto della scienza e tecnica del maledetto uomo bianco.. ok, neocolonialismo, big pharma.. ma vuoi mettere con l’eta’ della pietra? Credo che anche il piu’ oltranzista anti-big-pharma faticherebbe a scegliere piuttosto la natura selvaggia e basta, prima malattia o ossa rotta e crepi. No?

PS Per chi non ci fosse ancora arrivato: se i miei post sembrano spesso “aggressivi” o monopolari o “disfattisti”, ecc c’e’ una ragione. Lo faccio perche’ credo che le posizioni, le informazioni che il mainstream cancella debbano essere diffuse. Che senso avrebbe stare a ripetere solo, come tanti, le stesse brode? Chi parla di crisi delle risorse? Nessuno, manco Bagnai, Borghi o Barnard o chissoio. Quindi eccomi a parlare di crisi delle risorse. E idem per altre cose, in queste settimane la meno molto sull’immigrazione perche’ e’ indegno e scandaloso il modo in cui i merDia ci hanno raccontato la storia sino a jeri (oggi, causa elezioni, fanno un po’ di scena). Credo che solo cosi’ si puo’ sperare di sviluppare un po’ di pensiero critico e senza paraocchi, che siano i paraocchi di una fede, religiosa ma anche economica piuttosto che il Verbo delle TV. 

Magari potrei anche fare post tutti rose e fiori e che bello questo e quello ... ma non mi pare che sarebbe molto utile. Magari un di mi mettero’ a fare un bel blog solo di musica, ballo, canto e cucina, stile X-Factor ;D .. fra l’altro avrei un format TV eccezionale: un programma in cui si cucina mentre si balla e canta. Geniale no? ;D



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